La facciata sulla via Biberatica
Murature medioevali nella facciata sulla via Biberatica
Pozzo di luce al secondo piano

Affresco in un ambiente del terzo piano
Porta su via della Torre |
Il nome convenzionale di "Corpo Centrale" è stato attribuito
all'edificio che sorge tra la via Biberatica a valle e l'area
del Giardino delle Milizie e di via della Torre a monte, con
tre piani di ambienti al di sopra delle tabernae aperte
sulla via Biberatica.
La facciata sulla via Biberatica, nonostante le ampie integrazioni
dovute ai lavori degli anni '30 del Novecento, ben rappresenta
le trasformazioni subite dal complesso traianeo in epoca post
antica. Infatti alle strutture romane in laterizio, si accosta
e si sovrappone una parziale ricostruzione quattrocentesca,
con muratura più irregolare e l'utilizzo di materiali
di risulta, che ingloba un tratto di muratura medioevale a
tufelli pertinente ad una torre merlata del complesso delle
Milizie, costruita a protezione di una scala di accesso.
Gli ambienti del primo piano, corrispondente al piano terra
della Grande Aula, sono di forma irregolare, privi di tracce
di porte antiche, e terminano con una suggestiva sala semicircolare
coperta da una semicupola ribassata, originariamente isolata;
segue un successivo piccolo ambiente triangolare di risulta:
qui le impronte dei ritti (pali di sostegno per la cassaforma
lignea in cui veniva gettato il calcestruzzo) ancora visibili
sulla muratura, indicano che si trattava in origine di una
fondazione.
Al secondo piano sono presenti un'ampia sala absidata e ambienti
di pianta irregolare ma particolarmente curati, con nicchie
alternativamente rettangolari e semicircolari aperte sulle
pareti. Alcuni ambienti si dispongono intorno ad un pozzo
di luce, dove cornici modanate in laterizio fanno da marcapiano.
Il terzo piano ripropone ambienti distribuiti in modo analogo,
ma assai meno curati e nella parte meridionale fortemente
rimaneggiati in epoca post-antica. In un piccolo ambiente
si conservano sulla volta affreschi con grottesche databili
al XVI secolo e probabilmente attribuibili al pittore Taddeo
Zuccari.
Neppure gli ambienti dei piani superiori comunicavano in
antico con l'edificio della Grande Aula, a differenza di quanto
accade attualmente.
L'accesso a questo settore, del tutto autonomo, avveniva da
un passaggio alle spalle della sala absidata del secondo piano,
per mezzo di un portale, tuttora conservato, aperto sulla
retrostante via della Torre. Da qui una scala interna permetteva
di accedere al piano superiore.
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